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ANTONIO DRAGHI : Agata & Giuditta

Oratorio di Giuditta / Oratorio di Sant’Agata

due oratori viennesi di
Antonio Draghi (1634 - 1700)

Gemma Bertagnolli, soprano
Elena Cecchi Fedi, soprano
Antonio Giovannini, alto
Luigi De Donato, basso


Ensemble Seicentonovecento
Cappella Musicale di Santa Maria dell’Anima

Flavio Colusso, direttore

4 solisti, 2 violini, Bc

download allegato : Draghi in Wien, 2009
audio/video : Draghi in China, 2011

PROGETTO DRAGHI : ITALIA-AUSTRIA
Draghi Projekt, Progetto italo-austriaco di esecuzione ed edizione dell’opera oratoriale di Antonio Draghi
 
un’iniziativa di / eine Initiative von MUSICAIMMAGINE
in collaborazione con / in Zusammenarbeit mit :

Ambasciata d’Austria in Italia, Città di Vienna, Comune di Rimini, Fondazione “Le Colonne del Decumano”, Institutum Romanum Finlandiae, Festival “Magie Barocche”, Ministero degli Affari Esteri, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Pio Monte della Misericordia di Napoli, Pontificio Collegio Teutonico di Santa Maria dell’Anima, Pontificio Consiglio della Cultura, Pontificio Istituto di Musica Sacra, Accademia Filarmonica Romana, Sagra Musicale Malatestiana, Venite Pastores.

Riconosciuto come il musicista più importante attivo in Austria nella seconda metà del ‘600, Antonio Draghi (Rimini 1634 – Vienna 1700) fu cantante, compositore e librettista: ricoprì prima l’incarico di Maestro di Cappella dell’imperatrice Eleonora Gonzaga e poi di Intendente della musica di Leopoldo I.
L’opera di Draghi è notevole oltre che per qualità anche per quantità ed ha caratterizzato la cultura musicale austriaca dalla seconda metà del Seicento in avanti.

L’associazione Musicaimmagine ha avviato, insieme a numerosi partner italiani e austriaci, un progetto di riscoperta, esecuzione ed edizione dell’opera oratoriale del compositore riminese che è stato presentato a Roma, Napoli, Rimini e Vienna con la partecipazione delle rappresentanze istituzionali e degli storici e musicologi Luisa Cosi, Marko Deisinger, Domenico Antonio D’Alessandro, Alfred Noe, Herbert Seifert, Andrea Sommer, Giulia Vannoni.


Il Progetto Draghi, come ha scritto S.E. l’Ambasciatore Christian Berlakovits: «oltre che occasione per condividere l’ascolto di pagine di musica meravigliosa e inedita, è un invito a riconoscere e percorrere un cammino tracciato da una cultura e da una fede comuni ai nostri due Paesi, lasciando dei segni nel nostro presente, per consegnarlo ad un sempre migliore futuro».

Fra i numerosi interpreti, solisti come i soprani Mariella Devia, Gemma Bertagnolli, Elena Cecchi Fedi; i contralti Sara Mingardo, Antonio Giovannini, Jean Nirouët; il baritono Pietro Spagnoli; il basso Luigi De Donato; i continuisti Andrea Coen (cembalo), Andrea Damiani (tiorba), Francesco Quattrocchi (organo e assistente alla direzione musicale).

L’esecuzione e la registrazione discografica degli
Oratori di Antonio Draghi è a cura di:

Cappella Musicale di Santa Maria dell’Anima
Cappella Musicale Theatina, Cappella Musicale di San Giacomo
ENSEMBLE SEICENTONOVECENTO diretti da Flavio Colusso

PIANO DELL’OPERA (ca. 10 CD)
1.    Oratorio di Giuditta (1668)
2.    Oratorio di Sant’Agata (1675)
3.    L’Abelle di Boemia, overo San Wenceslao (1680)
4.    Jephte (1680)
5.    Al ingresso di Christo nel deserto (1683)
6.    L’entrata di Christo nel deserto (1687)
7.    L’uscita di Christo [dal] deserto (1688)
8.    Le cinque vergini prudenti (1689)
9.    Il Crocifisso per gratia, overo San Gaetano (1691)

L’oratorio erotico: un passatempo da imperatrice
Carlo Vitali - dicembre 2011 - Amadeus

La vedova generosa è il sottotitolo di Giuditta, uno fra i molti oratori composti dal riminese Antonio Draghi per servizio della corte di Vienna nella seconda metà del Seicento. Si sospetta l’omaggio trasversale a un’augusta vedova di radici mantovane, quella Eleonora Gonzaga che, in pieno accordo con l’imperial figliastro Leopoldo I, si consolava della vedovanza importando sulle rive del Danubio musici, poeti e predicatori italiani, con uno stile mecenatesco lodato dai beneficati quale “discreto” e “affettuoso”. […] La Sagra Malatestiana ha offerto sì preziosa riscoperta nel quadro di un progetto poliennale italo-austriaco il cui braccio musicale sta a Roma: l’Ensemble Seicentonovecento diretto da Flavio Colusso. Con un compatto organico cameristico di due tastiere, due violino e tiorba, come da prassi autentica; con un quartetto di voci esperte nelle più capziose finezze del recitar cantando e della fioritura. Dive già affermate come Gemma Bertagnolli (Giuditta) ed Elena Cecchi Fedi (Abra), più due emergenti di classe: il basso Luigi De Donato (Oloferne) e l’altista Antonio Giovannini. La gentile predicatrice Silvia De Palma intesseva fiori di eloquenza anch’essi d’epoca.

Draghi. Giuditta
Giovanni Andrea Sechi - novembre 2011 - Musica

La Sagra Musicale Malatestiana […] è tra i promotori del «Progetto Draghi: Italia - Austria»: iniziativa di ampio respiro che ha per fine la riscoperta e la pubblicazione della produzione del maestro. […] Draghi stupisce l’ascoltatore con la propria cifra stilistica sofisticata, talvolta riconoscibile ma allo stesso tempo cangiante e imprevedibile, che sa caratterizzare i personaggi con estrema incisività. […]
Il direttore Colusso sa cogliere i particolari della scrittura e li interpreta con gusto, coadiuvato da una compagine strumentale, ma soprattutto vocale, all’altezza del compito. […] La calorosa accoglienza tributata dal pubblico riminese ha spinto gli esecutori a concedere un bis d’eccezione. Per ricordare Aurio Tomicich, è stata riproposta la scena finale della Sant’Agata di Draghi, ultima composizione – eseguita nel 2009 proprio alla Sagra Musicale Malatestiana – nella quale si esibì il basso triestino. La Cecchi Fedi, Giovannini e De Donato hanno rivissuto con trasporto la scena del martirio della santa, in particolare il soprano (già interprete di una incisione discografica di questo titolo) ha dato eccellente prova di sé, con una capacità di scolpire la parola recitata che oggi, nel repertorio barocco, ha pochi eguali.

Intertwining facets of Italian High Baroque
Carlo Vitali - 23 ottobre 2011 - Opera Today

[...] Such a precious rediscovery was presented in Draghi’s native city as a special project within the 62.nd installment of the Sagra Musicale Malatestiana, a major festival series attracting visitors from several countries. For the third year in a row, Italian and Austrian institutions joined forces to celebrate Draghi, hitherto an injustly neglected composer of the Baroque era. Contrary to the current fade for oratorios, the Rome-based Ensemble Seicentonovecento led by Flavio Colusso didn’t arrange a fully staged production. The venue, a large 18th-century Jesuit church in downtown Rimini, offered visual attractions enough. No props, very few movements from the singers, and passages from period sermons delivered by actress Silvia De Palma shaped the performance as close as possible to the original conditions: half private entertainment, albeit in fashionable court circles, and half act of religious worship. Of course, most credit for the success goes to the music department. A scanty yet energetic ensemble of two violins, theorbo, organ and harpsichord accompanied a quartet of vocal soloists conversant both with the dramatic subtleties of recitar cantando and the virtuosic coloratura of late 17th-century bel canto. Two recognized specialists as sopranos Gemma Bertagnolli (Giuditta) and Elena Cecchi Fedi (Abra) were complemented by the up-and-coming bass Luigi De Donato (Oloferne) and by the male alto Antonio Giovannini, a beginner who seems poised for great things.

L’emozionante Oratorio agatino
Sergio Sciacca - 15 agosto 2006 - La Sicilia

Se le parole non fossero inflazionate diremmo che «Magie Barocche» (il festival internazionale del Val di Noto) a Catania ha regalato un evento eccezionale di arte e fede. Nella chiesa di S. Giuliano, in via dei Crociferi, Flavio Colusso, (un artista che ha tanto frequentato l’arte barocca da comporre madrigali e melodrammi secondo lo stile antico, ma con intelligenti svolte moderne) ha presentato l’Oratorio di S. Agata (1675) di Antonio Draghi (1635-1700) che lui stesso ha ricavato dal manoscritto conservato nella Biblioteca Nazionale di Vienna. […] Il maestro Colusso non si è limitato a copiare lo spartito: ne ha integrato la dicitura, ne ha reso il dettato con inserti di lode alla Santa e di richiamo alle attuali circostanze di guerra e di pace: fede non è solo ripetere litanie, è pacare i contrasti sociali, operare fattivamente per la pace. […] E’ musica antica e bisogna saperne cogliere le colorazioni: la tiorba sapientemente arpeggiata da Andrea damiani accanto al disegno principale ha riflessi sonori come penombre che attenuando i colori creano una sospensione equivalente alla temperie sacra del dramma. Lo scopritore del testo dirige, interpreta, accompagna al cembalo con marcature decise […] Vigorosa, possente, risonante secondo i nostri modi, la voce di Aurio Tomicich, che fa rimbombare di certezze eterne il perimetro della chiesa. In prima fila l’arcivescovo Gristina che, come il vastissimo uditorio ha manifestato il compiaciuto elogio per la creazione, per il suo novatore e per gli artisti tutti. […] Una esecuzione che appena finita si vorrebbe risentire, per ritrovare il raffinato intarsio di modalità medievali tra le arguzie barocche. […]  

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